Gianluca Rocchi, 46 anni. Ansa

I direttori di gara al lavoro, tra test e tamponi, nel ritiro di Coverciano. Ecco come cambierà anche il loro ruolo alla ripresa del campionato

Il “fortino” Coverciano è tornato a respirare calcio, dopo che nei mesi più bui aveva aperto i cancelli ai pazienti meno gravi risultati positivi al coronavirus. E ora che il Covid-19 sembra aver allentato la morsa i cancelli si sono riaperti per i 21 arbitri di Serie A e i 15 di B insieme ai Var Pro, riuniti dal 3 giugno, ieri sono stati raggiunti dagli assistenti che resteranno in gruppo fino a giovedì.

È il ritiro, l’unico in questa strana fine di stagione, dei direttori di gara. Tutti abili e arruolati – dopo le visite di rinnovo dei certificati anticipate per l’occasione – e tutti “Covid-free” dopo l’esito negativo dei tamponi a cui gli uomini convocati dal designatore Nicola Rizzoli sono stati sottoposti fino a ora. Stadi vuoti, partite nel silenzio, procedure e protocolli. I fischietti non fanno eccezione e – sventato il maxiritiro che avrebbe amplificato il rischio stop con un positivo che avrebbe bloccato tutti gli altri – ecco come sarà la partenza dal punto di vista di quelli che Pierluigi Collina ha definito “i tecnici delle luci che aiutano a rendere bello lo spettacolo del calcio”.

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